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Archive for settembre 2010

Non sappiamo se il fenomeno sia destinato a restare confinato alle maternità, ma un nuovo scoglio sembra ergersi sul tormentato cammino della Sanità italiana: quelli che litigano.
Prima non succedeva mai, ma adesso invece sì: a volte sono i ginecologi, altre volte le infermiere o le ostetriche, ma per un verso o per l’altro sembra che qualche dispettosa divinità make-love-not-war abbia fatto questa macumba, e ogni volta che in una sala parto si litiga, le cose vadano irrimediabilmente a puttane.
Così, quando qualche infelice topolino tribola nell’affacciarsi a questo mondo, i protocolli terapeutici e le buone pratiche mediche passano in secondo piano, mentre la prima domanda che ci si pone è: qualcuno stava litigando? Al diavolo gli esami del sangue, l’ecografia, la dilatazione cervicale, la presentazione, se il dottore era qui, o a farsi un caffè in fondo al corridoio. Sì, sì, poi ci pensiamo, ma prima di tutto dobbiamo sapere: c’era qualcuno che litigava? E non è sempre facile verificare con precisione: i testimoni non concordano, gli interessati nicchiano e si scambiano sorrisi fasulli, le voci si incrociano e le leggende fioriscono.
Cavoli: è un bel problema. E pensare che fino all’altro ieri, che negli ospedali non litigava mai nessuno, avevamo il tasso di mortalità perinatale più basso della galassia, a pari merito con quello dell’astronave Enterprise. Poi, dio sa perché, gli è venuta fuori questa mania di mettersi a litigare, e bum! guarda tu che patatrac; se va avanti così, entro un paio di mesi l’Homo Italicus dovrà essere messo sotto tutela dal WWF.
Pare sia già pronta una direttiva del Ministero della Sanità per attivare un corso di Diplomazia e Buone Maniere da introdurre nel piano di studio per i futuri medici, mentre la hit parade di Radio Vaticana registra, nella classifica dei vizi capitali, la risalita – dalla quarta alla seconda posizione – dell’Ira, che addirittura scalza dal podio la Lussuria. Sarebbe inoltre allo studio anche una riformulazione della nota citazione di Tagore in: “Ogni bimbo che nasce reca al mondo il messaggio che il ginecologo va d’amore e d’accordo con l’ostetrica”.
Certo è che, se la maledizione dovesse estendersi, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche: a parte le prevedibili morie in tutti gli altri reparti ospedalieri, ci sarebbero stragi di impiegati e operai durante ogni consiglio di amministrazione, ecatombi di fedeli ad ogni disputa teologica, famiglie intere spazzate vie da un fagiolo messo dal nonno nel posto sbagliato durante la tombola di Natale.
Quindi, speriamo che la divinità dispettosa tolga il maleficio quanto prima; dalle sale parto innanzitutto, ma anche, se possibile, dal Parlamento, dove già alligna, e dove, ahimè! i Novecento Litigiosi hanno ridotto in coma la vecchia neonata di cui dovrebbero prendersi cura: la democrazia italiana. Però finalmente abbiamo capito: non è che la poverina stia appesa ad un filo perché la maggior parte dei parlamentari sono un branco di fantocci fancazzisti schiacciabottoni messi lì dal caporione di turno sulla base di una legge elettorale sub-birmana, no; e neanche perché la maggior parte di loro ha la cultura di un ragazzino di terza media e la coscienza più pelosa del culo di un bruco, no: è tutto lì il problema, è solo perché litigano sempre. Scemi noi, a non capirlo prima.

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Dopo le polemiche sull’esclusione dalle miss nazionali della concorrente Alessia Mancini sospettata di essere un ex mister, è stato deciso di istituire un concorso di bellezza per soli trans, che si svolgerà in parallelo a quello tradizionale di “Miss Italia”, e che si chiamerà “Mi si taglia”.

Francesca Testasecca, la nuova Miss Italia, “ in futuro vorrebbe fare l’assistente di volo. Tra i suoi sogni c’è quello di diventare un’attrice. La nuova Miss Italia legge di solito libri d’amore, è credente, va a messa e non si interessa di politica.” Ma “Testasecca” è il cognome o il soprannome?

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