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Archive for aprile 2011

Ci risiamo.

Dopo che la pioggia e la neve ci avevano protetto per mesi dall’obbrobrio, rincuorandoci con un vasto assortimento di stivali, stivaletti e dignitosi scarponcini, ora che le giornate si allungano, gli uccelli cantano e i ciliegi sono in fiore, ecco che le paperine rivedono la luce (o l’alluce, a seconda della prospettiva).

Partiamo con un po’ di nomenclatura.

Paperine, pl. f. (o “ballerine”): tipologia di calzatura femminile, caratterizzata dalla sorprendente capacità di tramutare il piede che la indossa in un’entità amorfa, priva di grazia, eleganza, fascino, raffinatezza, stile, personalità ed erotismo, una squallida appendice locomotoria pressoché indistinguibile da un salsicciotto alla piastra, o da una melanzana tagliata per il lungo.

Allo stato attuale, la paperinomania mostra periodi di remissione ed altri di riacutizzazione: come l’herpes, insomma, ma i danni sono di gran lunga superiori.

L’archetipo della paperina è rappresentato dal modello scollato, con elastico sul fianco (che riprende il raffinato design dei copriscarpe usati nelle sale chirurgiche), nei colori bianco, azzurro e rosa – che fanno tanto prima comunione – e magari un bel fiocco sul davanti: un classico che ha saputo ritagliarsi il proprio spazio nella storia delle brutture di ogni tempo.

Da questo modello base si sono evolute numerose varianti: ci sono naturalmente quelle nere, magari con cinturino alla caviglia o sul collo del piede, che richiamano le seducenti iconografie dei briganti aspromontini dell’ottocento, o la Mafalda di Quino. Ci sono quelle dorate, argentate, con brillantini, con fiorellini ricamati e altre porcherie del genere, che competono per la supremazia nel kitsch con le bocce di vetro in cui la neve cade sul Colosseo, e con i cagnolini che muovono la testa dalle cappelliere delle auto. Altre mostrano qualche pretesa di scarpa vera e propria, come quelle con addirittura un centimetro di tacco, che farebbero impazzire di invidia Nonna Papera e Clarabella.

Ma non confondiamoci: sono tutte della stessa pasta: paperine, e tanto basta (la rima è voluta, sarà lo slogan della campagna “Paperine? no, grazie”).

Per carità: la moda è la moda, e in democrazia ognuno è libero di andarsene in giro vestito come vuole (anche se – fosse per me – farei una legge che proibisce l’uso delle paperine dopo i dodici anni di età, fatta eccezione per le suore di clausura) e, se una donna ha serenamente rinunciato al desiderio di essere attraente, pace. Del resto, non ci sono forse uomini che se ne vanno in giro in calzoncini corti beige, canottiera, sandali e calzini bianchi, ciò che denota una coerente e completa abiura di ogni pretesa estetica? Ma il fatto è che costoro non trascorrono interi pomeriggi fra parrucchiere, boutique e solarium; non si torturano con la ceretta; non dilapidano patrimoni in trucchi e profumi, e non ingrassano i farmacisti in cambio di creme antirughe e intrugli anticellulite.

Perciò il mio sospetto è che, alla base del fenomeno paperinico, ci sia un qualche tipo di misunderstanding, un fraintendimento, un’allucinazione collettiva o una qualche patologia cerebrale contagiosa non ancora individuata. Altrimenti, come si spiega il fatto di dedicare così tanta cura alla prpria immagine, dalla punta dei capelli fino alle caviglie, per poi infilarsi ai piedi un paio di scarpe capaci di trasformare Cheryl Cole o Sasha Grey in un incrocio tra Heidi e la fidanzata di Braccio di Ferro?

Attenzione! Al fraintendimento concorre senz’altro l’opportunismo maschile (altra piaga sociale in crescita vertiginosa): quello che dice a parole un marito, un fidanzato, uno spasimante-scodinzoloso, un amico o qualunque altro individuo maschio interrogato in proposito, non deve assolutamente essere preso per buono.

Esempio: “Ciao, come mi stanno le mie nuove ballerine?” “Bene, bene… Belle. Uh-uh. Proprio.”

Ah ah! Se si potesse leggere il pensiero, la risposta sarebbe molto diversa: “Da schifo, come quelle vecchie”; “Da schifo, ma se te lo dico finisce che ti deprimi e non me la dai neanche oggi”; “Da schifo, come tutto il resto”; “Da schifo, ma se te lo dico mi tiri i coglioni tutta la sera, e io vorrei guardare la partita in santa pace”; “Da schifo, ma io me le faccio piacere per dimostrarti quanto ti amo”; “Da schifo, ma perché rovinarti la serata?”… ecc.

Quindi, mai fidarsi. Qualunque sia il motivo che induce a rispondere diversamente, la vera opinione è sempre e solo una: sono brutte. E se qualcuno vi dice il contrario, i casi sono due: o, mente, o è uno di quegli psicopatici che hanno fantasie sulle bambine prepuberi. L’unica altra possibilità, è che sia cieco. Non è questione di come stanno; e non è neppure questione di modelli o colori: sono brutte, punto. Come i brufoli: alcuni sono più repellenti di altri, ma un brufolo bello, a memoria d’uomo, non è mai esistito.

Se si riuscisse a distillare il fluido, l’aura che emana da una paperina, lo si potrebbe utilizzare per la terapia dell’ipertrofia prostatica come antagonista del testosterone. Senza scomodare Freud e le sue teorie sul simbolismo sessuale del piede, è abbastanza evidente che indossare una scarpa che ti trasforma in un personaggio dei fumetti per bambini equivale a proclamare ad alta voce al mondo la propria totale estraneità all’argomento erotismo (di peggio, esistono solo le pantofole con le orecchie da coniglio, ma per fortuna non è ancora esplosa una psicosi collettiva che spinge ad usarle fuori casa).

Per concludere, passando dalle parole ai fatti, sto preparando un volantino da distribuire a tutte le donne che incontro e che non hanno i piedi foderati di cattivo gusto, per incoraggiarle a proseguire sulla retta via (se qualche altro donchisciotte desidera seguirmi in questa crociata, appena pronto glielo spedisco, in formato .pdf, gratis).

Non è molto, lo so, ma se un giorno saremo finalmente liberi da questo inestetismo podale, mi piacerà pensare di avere avuto almeno una piccola parte nel migliorare il mondo che ci circonda.

Perciò voi, voi che leggete: ascoltate la mia voce! Aprite gli occhi! Guardate in faccia la realtà! Non importa quello che vi hanno fatto credere finora, ricollegate quelle parti di cervello che sono state bypassate da non so che cosa, e prendete coscienza della verità.

Le. Paperine. Fanno. Cacare.

Pier

PS: domenica scorsa ho avuto un segno della benevolenza divina verso la mia guerra santa: uscendo, ho visto davanti a casa una paperina azzurra, rapita e abbandonata, orfana della sorella e generosamente masticata da un gatto… Si vede che neppure i gatti – che di stile se ne intendono – sopportano quelle cose.

Grazie, ignoto felino: possano i demoni Leucemiavirale, Caninidicane e Ruotadicamion fuggire da te, e possa tu avere una vita lunga e felice. Amen.

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Giro di boa

Mark Twain (1835 - 1910)

“L’uomo che è pessimista prima di avere 48 anni sa troppo; dopo, se è un ottimista, sa troppo poco.”

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Allarme virus!!

ATTENZIONE!!!

Diffondete questo messaggio!!!

Se ricevete il file “bruttabestia.vffncl” fate moooolta attenzione!!! Non si tratta di una caricatura di Ignazio La Russa, come sarete indotti a credere, ma di un terribile virus di 6° generazione, in grado di distruggere completamente la vostra vita!!!

Il virus inizia la sua opera nefanda accoppiandosi con la scheda madre del vostro computer per poi lasciarla subito dopo (e senza neppure averla fatta venire), inducendo in lei un grave stato depressivo. Dopo qualche giorno, tuttavia, la scheda madre partorirà un worm che farà marcire tutta la frutta che avete in frigo e riempirà di buchi il cachemire della nonna.

Il worm, successivamente, rientrerà nel vostro pc, e durante la luna piena muterà prima in un gatto che mangerà il vostro mouse, e successivamente in un benzinaio irpino che sostituirà tutti gli indirizzi IP della vostra rete con altrettanti indirizzi Shell, per suicidarsi subito dopo cospargendosi di gasolio e dandosi fuoco pubblicamente all’interno della vostra webcam.

Il chip della scheda grafica entrerà in conflitto con il chop della vicina, causando una rottura irreparabile dei rapporti e annullando la possibilità che voi possiate mai più ottenere da lei nè una tazza di zucchero nè un atto di libidine.

In seguito al suicidio del benzinaio irpino, inoltre, tutti i drivers delle periferiche resteranno senza benzina, e verranno linciati durante un’insurrezione degli extracomunitari delle banlieues.

A questo punto il protocollo 330-aci-kkk-wwf cesserà di funzionare, e subito dopo anche il Protocollo di Kyoto e il Protocollo di intesa fra la Tugkuzia del Nord e la Tugkuzia del Sud, con conseguente autocombustione dell’hard disk, aumento della CO2 ambientale e sanguinose guerre civili con migliaia di morti fra gli incivili Tugkuti (i Tugkuti civili si limiteranno a scontri dialettici e lettere di avvocati), dei quali la comunità internazionale darà la colpa a voi imponendovi un embargo che vi priverà per sempre di birra e fumetti di Calvin & Hobbes.

La stampante laser (se l’avete) si trasformerà in una spada laser, con la quale Dart Fener farà un carpaccio del vostro cane e/o gatto e vincerà la Prova del Cuoco su Tele Pechino prima di essere imprigionato come dissidente per la sua politica imperialista (se avete una stampante a getto d’inchiostro, vi lascerà per un maschio di Seppia palestrata e fuggirà con lui in Indonesia).

Infine il virus, ancora residente nel pc (ma già domiciliato nel PD, e con cittadinanza onoraria in Kosovo), prima di fottervi definitivamente il modem e regalare tutti i vostri mobili e l’argenteria della zia ad un robivecchi rumeno, manderà ad ogni contatto della vostra rubrica di posta elettronica un elenco di tutti i siti porno che avete visitato negli ultimi tre anni (al vostro capo anche l’elenco di quelli con le offerte di lavoro), compresi “www.inchiappettalasuora.com” e “www.samanthasìchecelhagrosso.org.asm”.

A questo punto, il computer si trasformerà in una poltiglia verdastra che corroderà il vostro pavimento (ossia il soffitto del vicino di sotto), poi il pavimento del vicino di sotto (e il soffitto di quello sotto ancora), e così via, fino a danneggiare il nucleo di una centrale atomica dalle parti di Adelaide, cosicché per i prossimi due secoli gli ornitorinchi nasceranno con i testicoli fucsia e faranno il tifo per la Salernitana.

La notizia dell’esistenza di questo virus è stata data anche da Telecupole e da Radio Leinì!!!

Quindi, se un vostro amico vi invia il file “bruttabestia.vffncl”, distruggete immediatamente il computer e togliete l’amicizia all’amico; anzi, per sicurezza, andate a casa sua e spaccategli direttamente la faccia.

Così impara, ‘sto stronzo.

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