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Archive for giugno 2011

1) Siate consapevoli della responsabilità e dell’importanza del vostro ruolo.

Chiunque con un po’ di pratica è in grado di diagnosticare una glicogenosi di tipo IV in un gatto Norvegese delle foreste, ma solo pochi sono in grado di far sparire le tracce della Grande Vomitata di Sansone del Maggio ’98.

Inoltre, la possibilità di regolare il traffico ambulatoriale con scope e spazzoloni di traverso alle porte vi darà un’aria di autorità e contribuirà alla vostra autostima.

 

2) Trasmettete questo senso di importanza ai colleghi, se necessario con la forza.

Se saprete instaurare un adeguato clima di terrore, il chirurgo sarà molto più motivato a controllare rapidamente un’emorragia per la paura concreta di sporcare il pavimento, che non per quella, più astratta, di perdere il paziente – il che torna a vantaggio vostro, e anche del paziente.

 

3) Un grammo di psicologia vale un chilo di detersivo

Se chiederete casualmente al collega che piscia fuori dal water: “Sicuro di avere i reni a posto? Le goccine oggi avevano un colore strano… “, lo indurrete senz’altro a mirare meglio.

 

4) Considerate il mocio come vostro fratello, padre e amante.

Instaurate con lui un buon rapporto di reciproco aiuto e rispetto, ma fategli sempre sentire che siete voi a tenere il manico. Non traditelo, e lui non tradirà voi.

 

5) Ricordate che “pulito” è un aggettivo relativo, non assoluto.

Il grado di pulizia di un pavimento è valutabile solo in rapporto a quello dei pavimenti circonvicini: se strafate in un locale, vi toccherà strafare anche in tutti gli altri.

Sempre in quest’ottica, ricordate che, in caso di estrema necessità, un’equa redistribuzione dello sporco è efficace, nel breve periodo, quanto la sua effettiva rimozione.

Date la precedenza alle cose chiare e a quelle trasparenti, quindi, nell’ordine: al computer del capo, alla scrivania del capo, ai ninnoli del capo, alla sedia del capo; di norma, non è necessario occuparsi anche di Città del Capo.

 

5) Usare il mocio è come fare l’amore: non c’è un solo modo.

Si può cominciare in un punto e finire in un altro, o viceversa, procedere in orizzontale o in verticale, avendo sempre cura di dove si passa, e lasciandosi andare a qualche incontrollata estasi creativa.

Esistono inoltre numerose tecniche sperimentate, oltre a quella tradizionale “a macchina da scrivere”: c’è la tecnica “Pré St. Didier – La Thuile” (l’apoteosi del tornante), quelle psichedeliche “a Grande Raccordo Anulare” e “a svincolo A4 San Maurizio al Lambro”, e innumerevoli altre che potrete inventare voi stessi.

 

6) Il nemico che non si vede è più pericoloso di quello che si vede.

Esistono ovunque recessi nascosti in cui il pelo si annida e si riproduce autonomamente, lontano dal cane che lo ha generato, per organizzarsi in cellule terroristiche in grado di trasformare il primo gatto scappìno che si avventuri in quei meandri in uno Swiffer vivente, o di vanificare il vostro lavoro al primo colpo di vento.

La lotta a questo tipo di nemico prevede una sola strategia: individuare, accerchiare, distruggere.

 

7) Non tutti i glassex sono uguali, ma tutte le superfici lavabili lo sono.

Cercate un buon prodotto spray che non lasci alone, e non sarete mai lasciati alone: vi farà buona compagnia, per sempre.

 

8 ) Siate preparati al manifestarsi della Legge Generale di Murphy nella vostra vita,

e in particolare del Postulato di Sfinterio (“Il tempo di asciugatura del pavimento del bagno è direttamente proporzionale all’urgenza di chiunque ne ha necessità”), della Legge di Fragilini (“Dato un numero n >2 di cazzilli su una scrivania, il manico del mocio farà cadere a terra sempre il più delicato”) e con il Corollario di Busiard (“Quando questo accade, non c’è mai in giro un gatto a cui dare la colpa”).

 

9) Familiarizzate con la comunicazione non verbale…

… rifacendovi ad esempi classici del cinema, di animazione e non.

Per esempio, l’espressione da Gatto con gli Stivali di Shrek II rende assolutamente credibili le frasi “E’ proprio macchiato, non viene via” e “Stamattina non c’era, o l’avrei visto”; e il Jack Nicholson delle scene finali di “Shining” è perfetto per avanzare un sospetto di patologia prostatica nel piccolo Paddy che ha pisciato sul tronchetto della felicità in sala d’attesa, per poterla escludere solo dopo accurata esplorazione digito-rettale.

 

10) La realtà è ciò che voi decidete che sia!

Sul lavoro, non sentitevi la reincarnazione della Mami di Via col vento, ma piuttosto come i beneficiari un’occasione privilegiata. Scegliete detersivi dai profumi gradevoli, stracci colorati e secchi ipertecnologici; se ascoltate musica con l’ipod, evitate il blues e la colonna sonora di Cenerentola, e preferite invece la sigla di Pollyanna o la canzoncina dei Nani di Biancaneve.

Abbracciate con gioia l’idea di essere entrati nel target pubblicitario delle casalinghe, fatevi contattare gli informatori scientifici del vostro ramo (Scottex, Sutter… ) e presentatevi ai colleghi come esperti di Practice Cleaning, con la fiducia che in questo secolo, in piena era delle specializzazioni, potrete entrare nella storia della veterinaria come pioniere di una nuova disciplina.

E in caso di necessità, avrete comunque migliori chances di assunzione presso un’impresa di pulizie rispetto ad un inesperto extracomunitario che non distingue un Glassex tradizionale da un Multiuso con Aceto.

Insomma: impara l’arte, e mettila da parte!

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