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Archive for the ‘verità scomode’ Category

Volkswagen

volkswagen-maggiolino-last-edition-2003La vicenda della Volkswagen, e la eco che ha suscitato, confermano due fatti: il primo, la tendenza tipicamente italiota a gongolare per le disgrazie altrui (soprattutto se l’ “altrui” è il primo della classe), il secondo: che le le categorie di inquinamento dei veicoli sono l’ennesima, solenne presa per il culo che i signori del petrolio e dell’acciaio ci propinano per continuare a godere dei propri privilegi.

Sulla prima questione, c’è poco da spiegare: l’imbecille che in questi giorni, alla guida di una Panda (con la quale ha pagato l’ultimo golfino firmato a quel grand’uomo di Marchionne), si sente l’erede di Enrico Toti, duro, puro e patriota, e che guarda con disprezzo la vecchia col cappellino nella sua Polo nazista, è l’essenza precisa del Pierino by Alvaro Vitali: una bestia, un patetico vigliacco, un idiota, insomma, che compensa la propria bruttezza e la propria ignoranza con la soddisfazione di spiare il primo della classe chiuso nel cesso con i calzoni pieni di merda – anche se non si può negare che la Germania sia davvero cacata addosso.

Sulla seconda, il discorso è per chi lo vuole capire: inquinare meno comporta un consumo maggiore di carburante.

Eh, sì: la termodinamica, per il momento, è ancora una realtà difficile da eludere; questo fa sì che una macchina Euro 6, tanto per dire dei numeri a caso, inquini per il 5% in meno di una Euro 4. Peccato che la Euro 6 consumi più o meno il 5% in più della sua antenata Euro 4, e dunque il beneficio si annulla. Secondo alcuni calcoli, in ragione del maggior consumo globale di carburante, l’inquinamento sarebbe ancora maggiore di quello prodotto da vetture più vecchie.

Non ho i numeri per valutare se sia vero, ma – di fatto – tutti quelli che contano sono contenti di sbandierare la favola delle “ridotte emissioni”: l’azienda che si può fregiare di titoli nobiliari ambientalistici, e lo sceicco che mantiene legioni di cammelli e brigate di mogli grazie al petrolio che ha sotto il culo.

Gli automobilisti e il governo, da parte loro, sono diplomaticamente convinti che le auto consumano e inquinano meno, e bon: in questo è consistito il crimine: partecipare al gioco che fa tutti contenti, per fare soldi e continuare umanitariamente a mantenere gli schiavi alla catena di montaggio.

Naturalmente, questa cosa non si può dire: bisogna far finta di disporre della botte piena e della moglie ubriaca, per presentarsi all’oste e all’amante insieme. Però, su questa base, sfido chiunque a dimostrare che il trucchetto dei crucchi abbia potuto impestare il mondo, visto che le emissioni risultavano comunque entro i limiti di legge (o in America fanno le revisioni come a Samarcanda?). E, se anche fosse, difficile credere che questa ipotetica peste gassosa non sia infinitamente trascurabile, in paragone a Chernobyl, a Fukushima e a Deepwater Horizon – per non parlare delle tonnellate di porcheria che i Cinesi affidano ogni secondo alle acque generose dello Huang-ho e ai venti che lo sorvolano al fine di condividerle con il resto del mondo, fregandosene altamente della Convenzione di Kyoto, così come hanno fatto per anni ed anni gli Stati Uniti d’America.

Certo, la nostra seconda patria ferita a morte da cotanto veleno europeo dovrebbe intristirci: chissà quanti Americani, nipoti degli allegri soldati che ci distribuivano cioccolata e sigarette nel ’45, ora, dopo essere sopravvissuti ai MacDonald e ai Donald Trump per tanti anni, dovranno morire per quel picogrammo di cadmio in più nei loro polmoni… Eh, sì: è una storia triste.

Tranne, naturalmente, per Marchionne: dovrà ordinare un nuovo guardaroba! Mi raccomando, comprategli tanti bei golfini nuovi, ché la FCA è davvero fica – quello che sarebbe con un “i” in più nell’autentico acronimo: Fabbrica Italiana Convertita Americana.

Oh, yeah.

PS: cui prodest?

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Quello che non c’è

imagesAmmettiamo che il Movimento 5 Stelle (ma un nome più corto, o anche solo una sigla che non somigli a quella di una agenzia di servizi segreti, no, eh? va beh… ) riesca a piazzare qualcuno in Parlamento.

Ok: ho letto il programma, e condivido in tutto e per tutto (o quasi) quello che c’è.

I miei dubbi cominciano a proposito di quello che non c’è.

I movimentisti (movimentiani? pentastellari?) sembrano persone animate da buone intenzioni: studenti, casalinghe, madri di famiglia, operai, artigiani, professionisti, impiegati…

Nelle amministrazioni locali li vedo come l’uovo di Colombo: si tratterebbe di gente che fa domande scomode, attenta all’ambiente e alla qualità di vita dei concittadini più che alle papocchie politiche, eccetera eccetera.

Ma, ahimè, pur sempre di Italiani si tratta.

E siccome quasi tutti gli Italiani hanno la sventura di nascere cattolici (moltissimi dei quali, poi, anche quella di morirci), di sicuro, per semplice statistica, ci sarà tra le fila del Movimento chi va in chiesa tutte le domeniche e considera le farneticazioni del nazista vaticano come verità assolute.

Per carità: contenti loro, contenti tutti. Ognuno è libero di scegliersi l’amico immaginario che preferisce (anche se l’idea del Dio che, dopo aver “creato” una cosa talmente inconcepibile come l’universo, si incazza perché io mi faccio le pippe, non è – a mio parere – sintomo di buon raziocinio e dunque, dal mio punto di vista, un fatto sospetto…).

Se però dall’idea del loro amico immaginario derivano obblighi anche per coloro che ne hanno uno diverso, o non ce l’hanno proprio, la cosa non mi va più bene.

Finché si tratta di decidere qualcosa su una pista ciclabile o sulle energie rinnovabili si può supporre che siano tutti d’accordo, ma nel momento in cui queste persone arrivassero in Parlamento, dove si legifera su questioni etiche, cosa posso aspettarmi che votino a proposito di aborto, eutanasia, fine vita, droghe leggere, diritti delle coppie di fatto, gay o non gay, eccetera? Qualcuno a favore e qualcun altro contro? Mi starebbe bene anche così: ma lo voglio sapere prima, e non dopo.

Il programma del Movimento ignora totalmente questi problemi, il che non è affatto rassicurante, perché è proprio dalle questioni morali che discendono poi, a cascata, tutte le altre.

Capisco che Grillo non voglia fottersi in partenza i potenziali voti dei papisti, ma io, da parte mia, non voglio dare il voto a gente che, un domani, obblighi me o qualcuno dei miei cari a vegetare per anni con un tubo in bocca e un altro nel culo, tanto per fare un esempio.

Qualche pentastellare è in grado di aiutarmi a risolvere questo dubbio (se è risolvibile), e forse guadagnare al Movimento un voto in più?

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cedolare-secca

Stamattina viene da me un giovin signore e mi dice: “Salve, sono il suo nuovo padrone di casa”.

Ovviamente, ho percepito l’affitto lievitare come il tutù di una ballerina…

“Ho controllato la situazione, e devo dire che voi inquilini avete davvero troppe spese”.

?

“Noi opteremmo per la cedolare secca, che le consente di risparmiare sulle spese di registrazione e, soprattutto, tiene il costo dell’affitto bloccato almeno fino alla scadenza del contratto, fra otto anni: niente più aumenti ISTAT”.

Il significato di “cedolare secca” mi è chiaro quanto quello di “papè satan aleppe” ma, messa giù così, sembra una cosa buona.

“Ho già dato disdetta allo studio di amministrazione… Pagate una follia di spese condominiali per quattro conti e la manutenzione di una pompa: non ha senso“.

La mia mandibola a questo punto comincia a scendere sotto il proprio peso.

“A proposito di manutenzione, non transigo sulla revisione annuale delle caldaiette autonome: è un obbligo di legge, ed è essenziale per la sicurezza di tutti”.

Secondo me, questa cosa delle caldaiette è una di quelle che si inventano ogni tanto per trasferire un po’ di quattrini dalle tasche della gente a quelle di altra gente (e, di solito, io faccio parte del primo gruppo), ma è un obbligo di legge, è giusto: se proprio, si cambia la legge.

“Un’altra cosa, per la quale io voglio stare tranquillo, è lo sgombero della neve: come inquilini, avete il diritto di usufruire dell’alloggio e del parcheggio per il quale pagate un affitto, e quindi si darà l’appalto a qualcuno. Il costo previsto è piuttosto basso, le farò avere un preventivo più preciso entro breve”.

La mia mandibola ormai sfiora lo sterno; forse, mi cola anche un filo di bava da un angolo della bocca, mentre gli atroci fotogrammi di me con le vesciche alle mani che spalo neve, bestemmiando come un anarchico livornese del secolo scorso, sbiadiscono in lontananza.

“Naturalmente, dovremo ritoccare un po’ l’affitto verso l’alto, ma dai calcoli risulta che tra due anni lei avrà già cominciato a spendere meno di adesso, senza contare l’inflazione… “ “… Se è d’accordo, fra sei mesi potremo firmare il nuovo contratto”.

Se sono d’accordo? Ma che domanda è?

 

Ecco:

Il sugo della storia è che io so già che non andrò a votare: tanto, alla fine, le elezioni sono libere nel senso che sono liberi loro di fare il cazzo che preferiscono con i nostri voti.

E tanto più, in quanto i programmi dei partiti (anche nel caso in cui si ricordassero mai di metterli in pratica) sembrano talmente l’uno il cugino scemo dell’altro, che la gente finisce per votare qui o là perché non si fida dei comunisti, o gli sta sulle balle il romeno del piano di sopra, o ha paura di trovarsi con un bidone di plutonio sotto al culo e le scie chimiche sulla testa.

Se però un politico, uno solo, fosse capace di farmi un discorso lineare, sensato e onesto come quello del mio nuovo padrone di casa, forse (forse) lo voterei.

Facile, che poi dopo qualche mese me ne sarei già pentito, perché la politica si sa come funziona: in una pozza di liquame, gli stronzi galleggiano e le perle vanno a fondo.

Però, per lo meno, mi farebbe venire di nuovo la voglia di provarci, una sensazione dimenticata da tempo; un po’ come l’eco lontana di una rifioritura erotica.

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… ovvero: trenta e uno sintomi che siete sul punto di imboccare la discesa.

1) La necessità di un cannoncino anti-Ape sul cofano dell’auto diventa sempre meno pressante.

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2) I confini fra differenti ambiti estetici di curve, un tempo molto netti, si vanno sempre più confondendo fra loro.

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3) Come un tuono lontano, la parola “colesterolo” echeggia inattesa, nella mente, nel bel mezzo di una scorpacciata di fritto misto.

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4) La parola “pensione” smette di evocare l’immagine di una coda di auto sulla riviera romagnola a ferragosto e vi fa invece pensare ad una coda di vecchietti alla sportello della posta.

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5) Di punto in bianco, notate il dorso delle vostre mani sul volante e vi vengono in mente quelle di vostro padre quando vi accompagnava a scuola.

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6) Nella rasatura delle parti intime, l’obliterazione degli annessi non pigmentati assume un’importanza via via maggiore.

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7) In un posto in cui tutti si danno del tu, la simpatica e giovane barista con cui avete scambiato quattro frizzanti chiacchiere sull’argomento spumante vs. champagne, vi da il resto dicendo: “Ecco a lei”.

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8) I Testimoni di Geova vi abbordano per strada tentando sempre più spesso la carta dell’aldilà e sempre meno quella del senso di colpa.

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9) Il motivo principale per cui non vi decidete a recuperare spazio in camera da letto cambiando il matrimoniale con un letto singolo è la rottura di coglioni di dover cambiare anche tutto il parco lenzuola, piumoni e coperte.

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10) Passate davanti ad un liceo durante gli esami di maturità e vi chiedete che cacchio ci fanno lì, in piena estate, tutti quei bambini.

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11) La frase “possiamo dormire abbracciati, sarà bellissimo lo stesso” comincia ad avere una sua coerenza – ancorché soltanto sintattica.

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12) La frase “se non lo capisci da solo è inutile che te lo spieghi io” comincia a perdere le tinte psichedeliche del paradosso per assumere quelle ferrose del postulato.

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13) La frase “possiamo dormire abbracciati, sarà bellissimo lo stesso” si spoglia di qualunque altra funzione se non quella di introdurre la successiva: “dobbiamo parlare”, cui seguirà inevitabilmente la terza Parca, quella che taglia il filo della storia: “ho bisogno di tempo per riflettere”.

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14) La frase “se non lo capisci da solo è inutile che te lo spieghi io” evoca pavlovianamente un virile, disperato “mavaffancùlo”.

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15) Vi domandate come mai la vostra fidanzatina delle medie abbia messo su Facebook, come foto del profilo, un ritratto di sua madre.

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16) La vostra fidanzatina delle medie annuncia trionfante su Facebook la nascita della figlia di suo figlio.

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17) Capite allora che la foto del profilo non è della madre, ma proprio di lei.

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18) Alla realizzazione del punto 17), correte in bagno, vi guardate nello specchio, scoprite che il fantasma di vostro nonno vi sta osservando con un ghigno da dietro il vetro e vomitate (direttamente nel lavandino).

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19) Nei più cupi momenti delle ore antelucane, vi sorprendete a domandarvi quanto potrà essere difficile per una badante ucraina, nel 2040, in base alla vigente legislazione sulla vendita dei topicidi, procurarsi dell’arsenico.

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20) Nei più cupi momenti delle ore antelucane, vi torna in mente l’asserto buddista secondo cui la condizione vitale dopo la morte rimane quella stessa del momento della morte, e vi alzate dal letto per interrogare il signor Google con la domanda: “come morire venendo su una badante ucraina”.

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21) Cominciate a chiedervi se non sia il caso di cliccare con il tasto sinistro del mouse su “elimina”, anziché “apri”, dopo aver cliccato con il tasto destro sull’icona del vostro romanzo incompiuto.

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22) Cominciate a chiedervi se “Lassie” sia il termine popolare per “Collie”, o viceversa; se Furia fosse maschio o femmina; e se Paperina l’abbia mai davvero data a Gastone, o ve lo siete solo sognato.

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23) Il gap anagrafico fra la donna di cui avreste bisogno esistenzialmente e quella di cui avreste bisogno eroticamente supera persino le smisurate possibilità della fisica quantistica, e realizzate che sarete per sempre soli, nonostante gli sforzi di Schrödinger e del suo povero gatto.

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24) Dal codice fiscale dell’ingrigita signora alla quale avete appena vaccinato il gatto risulta che, quando voi stavate imparando l’alfabeto, la grigia signora si trovava ancora in stato embrionale.

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25) Dal codice fiscale della signorina alla quale avete appena vaccinato il cane risulta che, se la Durex avesse avuto qualche problema tecnico in produzione verso la fine degli anni ‘Ottanta, una simile creatura potrebbe oggi rivolgersi a voi chiamandovi “papà”.

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26) L’idea di prendere a calci in culo una serie di giovanotti che volessero allungare le mani sulla creatura in questione comincia a sembrarvi quasi altrettanto allettante che allungare personalmente le mani voi stessi sulla creatura medesima.

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27) Ah, no, il 27 è il mio numero fortunato…

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28) Vi scoprite superstiziosi.

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29) All’idea di adottare un cane o un gatto, vi viene da chiedervi chi potrebbe prendersene cura un domani che voi non poteste più farlo.

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30) L’idea di morire senza mai avere guidato una Porsche cabrio nè trombato Sasha Grey, vi colpisce con la stessa intensità dell’indice di piovosità media annua del Saskatchewan.

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31) Vi trovate soli un sabato sera a scrivere un mucchio di scemate nel vano tentativo di razionalizzare il passare del tempo.

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Se, leggendo, avete avuto un riscontro positivo di oltre venti su trentuno, allora: complimenti! state diventando vecchi, il che è (forse) un’alternativa migliore a quella di essere morti, e comunque l’unica (avevo dimenticato di accennare all’utilizzo sempre più frequente di luoghi comuni?).

Tuttavia, se qualcuno fosse in grado di spiegarmi come mai la mia età spirituale si ostina a restare così incongruamente distante da quella anagrafica, potrebbe trovare per sempre un posto nel mio cuore (sempre che mi ricordi ancora dove l’ho messo…).

Pier

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Se “la mente è un abile pittore”, allora il cuore è un mago degli effetti speciali.

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Genova, 4/11/11 (foto: La Stampa)

Finalmente: in assenza di un segno di vita da parte del Governo De’ Buffoni, ci ha pensato il cielo a suggerire un’idea innovativa che garantisca una concreta crescita del PIL, soprattutto nell’ambito dell’industria automobilistica e dell’edilizia pubblica e privata.

Pare che il Consiglio dei Ministri, ispirato da questo evento, abbia allo studio un Piano Catastrofi, che prevede, tra l’altro, la costituzione di una Commissione per le Calamità Innaturali, alla quale sarà assegnato il compito di generare terremoti e tsunami artificiali. A questo scopo, il ministro Gelmini ha proposto di minare il tunnel italo-svizzero del CERN, suscitando molto interesse nella comunità dei Nani di Moria, e un’immediata reazione da parte del Comitato per la Tutela del Balrog.

“Stante la solidità economica del nostro Paese, già ora secondo in Europa soltanto alla Germania – ha commentato soddisfatto il Presidente del Consiglio – questa strategia farà sì che che entro pochi mesi i ristoranti, da pieni che sono, saranno addirittura strapieni.”

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Arthur Schopenhauer, 1788 - 1861

“(…) come la via che percorriamo fisicamente sulla terra è sempre solo una linea, e non una superficie, così nella vita, quando vogliamo afferrare e possedere una cosa, dobbiamo lasciare, a destra e a sinistra, e rinunciare a innumerevoli altre. E se a ciò non sappiamo risolverci, e cerchiamo di afferrare invece, come bambini alla fiera, tutto quanto nel passare ci attrae, allora questa è l’insensata aspirazione a trasformare in una superficie la linea della nostra via; corrriamo allora a zig zag, vagolando in qua e in là come fuochi fatui e non approdiamo a nulla.”

(Arthur Schopenhauer, “L’arte di essere felici”, Adelphi, 1997)

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